Elena fissa il mazzo di fiori gialli sul tavolo della cucina. Li ha comprati lei, tornando dal lavoro, dopo aver passato tutto il pomeriggio a pensare che Marco si sarebbe ricordato. Tre anni insieme e lui non si ricorda mai che i gialli sono i suoi preferiti. Anzi, non si ricorda proprio di comprare fiori. Il rumore delle chiavi nella serratura la fa sussultare.
“Ciao amore, che bella giornata oggi.” Marco le dà un bacio distratto sulla guancia, nota i fiori. “Carini. Te li sei comprati?”
Elena annuisce e sorride. Non dice niente. Come al solito.
Il peso delle cose non dette
Nella mia esperienza di vita, ho visto questa scena migliaia di volte. Cambiano i nomi, cambiano i dettagli, ma la sostanza è sempre la stessa: due persone che si amano, che si fanno male senza volerlo, perché una ha un’aspettativa che l’altra non conosce.
Elena si aspetta i fiori. Marco non lo sa. Elena non glielo dice perché “se deve dirlo lei, non vale”. Marco non ci pensa perché per lui l’amore si dimostra in altri modi. Risultato: lei si sente trascurata, lui si sente sempre inadeguato senza capire perché.
Le aspettative non dette sono come trappole invisibili in una relazione. Tu le pianti, l’altro ci casca e poi ci si fa male entrambi.
Perché non diciamo quello che vogliamo
“Ma è ovvio che vorrei un messaggio di buongiorno. Stiamo insieme da due anni, dovrebbe saperlo.” No, non è ovvio. Quello che per te è scontato, per il tuo partner potrebbe essere completamente invisibile.
Non diciamo le nostre aspettative per tanti motivi. A volte perché abbiamo paura di sembrare esigenti. Altre volte perché pensiamo che amare significhi indovinare i bisogni dell’altro. Spesso perché abbiamo imparato da piccoli che chiedere è pericoloso, che se devi chiedere allora non ti amano abbastanza.
Ma l’amore non è telepatia. È comunicazione.
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Gestire le aspettative dell’altro senza sentirti in trappola
Dall’altra parte c’è chi si sente sempre sotto esame. “Qualsiasi cosa faccio, non va mai bene”, mi dice Andrea. “Lei si aspetta sempre qualcos’altro.”
Quando il tuo partner ti comunica un’aspettativa non devi trasformarla in un obbligo. Puoi dire di sì, puoi dire di no, puoi negoziare. L’importante è non ignorarla.
Se Elena avesse detto a Marco “Mi piacerebbe se ogni tanto mi portassi dei fiori gialli”, lui avrebbe potuto rispondere: “Ok, ci provo”, oppure “Non sono bravo con le sorprese ma posso comprarteli quando andiamo a fare la spesa insieme”, o anche “I fiori non mi vengono spontanei, ma posso dimostrarti che ci tengo in altri modi”.
L’aspettativa comunicata diventa un punto di partenza per trovare un modo che funzioni per entrambi.
Quando le aspettative sono troppe o irrealistiche
Attenzione: comunicare le aspettative non significa che l’altro debba soddisfarle tutte. Se ti accorgi che ne hai decine al giorno, o che pretendi che il tuo partner cambi completamente per te, il problema non è nella comunicazione.
Una relazione sana ha spazio per i bisogni di entrambi, non solo per quelli di uno. Se comunichi un’aspettativa e l’altro ti dice che non riesce a soddisfarla, ascolta perché. Forse puoi trovarla in modo diverso. Forse puoi farne a meno. Forse è davvero importante e dovete parlarne di più.


